Campagna per combattere la processionaria del pino

La larva dell’insetto, che infesta le conifere, rilascia spore urticanti che possono costituire un pericolo sanitario per l’uomo e gli animali

Sempre più spesso si parla oggi di processionaria del pino, per i danni che questo insetto provoca agli alberi, ma anche per il rischio sanitario che può rappresentare per l´uomo. La “Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa” – questo è il suo nome scientifico – è una farfalla che attacca le conifere, i pini in particolare, negli ambienti boschivi, ma può colpire anche giardini di pubblica fruizione (giardini pubblici, di scuole, ecc.), alberature stradali e piante isolate negli spazi verdi urbani. I bruchi sono le larve di questo insetto: queste sono presenti sulle piante dall’autunno fino alla primavera successiva, quando il lepidottero raggiunge la maturità. Durante i mesi invernali, quando i nidi sugli alberi raggiungono la loro massima dimensione e sono quindi facilmente visibili e riconoscibili, può capitare di venire a contatto con i peli urticanti che ricoprono queste larve o che si trovano all’interno dei nidi stessi, che possono essere facilmente liberati nell’aria e trasportati dal vento. Per l’uomo la reazione più immediata al contatto con i peli urticanti delle larve è data da pomfi pruriginosi e, in casi più gravi, si possono avere manifestazioni allergiche anche serie, che richiedono l’intervento di un medico. Nei casi peggiori possono verificarsi veri e propri choc anafilattici. Superato l’inverno, quando la larve sono mature (e sono pronte cioè ad imbozzolarsi e compiere la metamorfosi), escono dal nido e scendono a terra e si dispongono in fila, formando la classica processione da cui deriva il loro nome. Nel giardino di un asilo, la presenza di file di insetti può stimolare la curiosità dei bambini, che avvicinandosi e venendo a contatto con i bruchi potrebbero subire le irritazioni sopra citate. Le infestazioni di processionaria del pino rivestono dunque una non trascurabile importanza igienico-sanitaria. In ambito urbano (piante isolate poste in giardini pubblici o privati) il rischio principale legato alla presenza dell´insetto riguarda la salute pubblica e non la sopravvivenza delle piante. Per combattere la processionaria del pino in modo efficace e in sicurezza vanno adottate le dovute cautele. In inverno vanno tagliati e distrutti i nidi, adottando tutte le protezioni individuali indispensabili per evitare il contatto con i peli urticanti delle larve. Nella prima metà di giugno possono essere installate le trappole a feromoni per la cattura massale dei maschi adulti. Le trappole vanno fissate su un ramo in posizione medio-alta e sul lato sud ovest delle piante.